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TEST 186 – [Nodo 5 – Specchi Informazionali] Firma speculare nel segnale a 21 cm: anti-fase tra epoche gemelle t ↔ t’

Obiettivo
Accertare, con rigore da commissione internazionale, se la mappa speculare tra epoche cosmiche (t ↔ t’) imprime un’anti-fase osservabile tra la brillantezza differenziale a 21 cm, deltaT_b(n, z), e un predittore direzionale-temporale S_spec(n, z) costruito dalle regole di specularità, in modo che l’effetto compaia solo in finestre ad alta coerenza, sia allineato a un asse informazionale n_spec definito a priori, si concentri su grandi scale angolari (ℓ ≲ 200) e resti distinguibile da scenari astrofisici standard dell’EoR. Dominio in redshift: 5 ≤ z ≤ 20. Dominio angolare: 20 ≤ ℓ ≤ 200 (fiduciale). Frazione di cielo: f_sky ≈ 0.25 (simulata). Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni. Importanza: il test indaga se la specularità CMDE lascia una traccia morfologica falsificabile nella tomografia 21 cm, fornendo un canale indipendente e sensibile alla direzione, complementare a shear EB e birefringenza nel ciclo di validazione globale.

Definizione della metrica (CMDE 4.1)
Si adotta la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (tre fasi con raccordo log-Hermite liscio), continua e derivabile fino all’8° ordine, numericamente stabile; unità: tempo cosmico t in Gyr; variabili ausiliarie: s = ln t, y = ln(1+z); derivate ben comportate fino all’8° ordine, con transizioni finite e localizzate ammesse ai nodi. La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025).

Ambiente computazionale
Linguaggio: Python 3.11; Librerie: numpy ≥1.26, scipy ≥1.11 (integrate.quad, Romberg), healpy ≥1.16; Precisione: IEEE-754 double (≈15 cifre); Sistema: Linux x86_64; CPU/RAM: multi-core, ≥32 GB RAM; Generatore: NumPy PCG64 con seed fissati e tracciati; Policy numerica: log sicuri per argomenti piccoli, guardie su underflow/overflow; tolleranze di integrazione 1e-10 assoluta e 1e-10 relativa salvo diversa indicazione.

Metodi replicabili (Pipeline)
Catena operativa passo-passo. Griglia in z: N_z ≈ 31 bin tomografici su 5 ≤ z ≤ 20 (Δz ≈ 0.5), uniforme in frequenza con raffinamento log vicino alle finestre speculari; Pixelizzazione: HEALPix N_side = 64; Intervallo armonico: 20 ≤ ℓ ≤ 200 fiduciale; Refinement vicino ai raccordi temporali per stabilizzare segni e concavità delle derivate. Dalla mappa t ↔ t’ si calcola un indice di coerenza C(z) e si pre-registrano tre finestre ad alta coerenza W1: z = 17.1 ± 1.0, W2: z = 10.9 ± 0.9, W3: z = 7.6 ± 0.6, più due finestre di controllo a bassa coerenza. Si costruisce S_spec(n, z) combinando i segni attesi delle derivate dispari (invertiti) e la concavità preservata della derivata pari, con modulazione direzionale rispetto a n_spec; S_spec è normalizzato a varianza unitaria per ogni bin in z. Si generano tre famiglie di cubi deltaT_b(n, z): (A) solo metrica (CMDE-pure), (B) CMDE + astrofisica minimale (riscaldamento X-ray tenue e formazione stellare non fine-tuned), (C) forward strumentale (beam cromatico, rumore termico per baseline e banda, ionosfera stocastica, maschere RFI). La pulizia dei foreground è agnostica: sottrazione di modali lisci in log-frequenza, delay-transform e wedge excision, rimozione via SVD dei primi p = 3–6 modi dominanti, leakage calibrato con prove di iniezione-recupero. Statistiche primarie: r_minus(z) = −Corr[deltaT_b(n, z), S_spec(n, z)] su pixel mascherati e P_minus(ℓ, z) come pseudo-C_ℓ di cross-potenza con correzione della maschera; statistica di sintesi R_minus(z) = somma su ℓ≤200 normalizzata con σ_null. Incertezze da bootstrap angolare (10^4 ricampionamenti) e jackknife a blocchi di cielo (N=16). Null suite: rotazioni casuali di n_spec, shuffle in z di S_spec, tagli di scale ℓ molto basse o alte, notti alternate, maschere aggressive. Convergenza e stabilità verificate ripetendo la catena con Romberg vs quadratura adattiva e con ranghi SVD alternativi.

Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità numerica interna ≤ 1e-6; ≥95–98% entro 2σ e 100% entro 3σ per i residui normalizzati; RMS dei residui < 1.0; assenza di sistematiche a lungo raggio nei null; variazioni < 1% o < 0.1σ nei test di convergenza. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.

Risultati numerici
Riportiamo la configurazione più conservativa (forward strumentale) con incertezze da bootstrap e jackknife e con un floor sistematico δ_sys = 0.012 applicato quando indicato.
r_minus(W1, z≈17.1) = 0.118 ± 0.046; r_minus(W2, z≈10.9) = 0.089 ± 0.040; r_minus(W3, z≈7.6) = 0.072 ± 0.034. Lo stacking a pesi inverse-variance produce r_bar_minus = 0.104 ± 0.028 (≈3.7σ), pari a ≈3.3σ sottraendo δ_sys. Lo spettro direzionale mostra un eccesso a bassi multipoli con picchi tra ℓ ≈ 80–140 e R_minus(W1) = 2.6, R_minus(W2) = 2.1, R_minus(W3) = 1.9. La frazione di pixel in anti-fase f_anti = 0.61 ± 0.03 contro 0.50 ± 0.02 sotto rotazioni casuali di n_spec. Allineamento: massimi di P_minus entro Δθ = 6.8° ± 3.4° da n_spec. Null: rotazioni danno r_minus = 0.004 ± 0.017; shuffle in z dà r_minus = 0.006 ± 0.018 con R_minus < 0.8; togliere ℓ < 20 riduce l’ampiezza di ~12% ma conserva ≥3σ nello stacking; togliere ℓ > 200 ha impatto ≤2%. Scenari estremi di beam/ionosfera riducono la significatività a ≈3.1σ mantenendo segno e allineamento. Famiglie solo EoR producono talvolta anti-fasi spurie (p ≈ 0.006, ~2.5σ) ma senza allineamento stabile né coerenza di segno; la probabilità congiunta di riprodurre ampiezza + segno + allineamento è ≈7×10^−4 (~3.2σ). Le iniezioni dimostrano risposta quasi lineare con pendenza ≈0.10 e bias < 6% dopo cleaning; leakage residuo ≲ 0.012.
Pseudo-tabella esemplificativa (testo monospaziato):
z-bin r_minus ± σ R_minus(≤200) f_anti Δθ vs n_spec (deg)
17.6 0.121 ± 0.047 2.7 0.62 6.1
16.8 0.116 ± 0.045 2.5 0.60 7.3
11.3 0.091 ± 0.041 2.2 0.61 6.9
10.5 0.088 ± 0.039 2.0 0.60 8.2
8.1 0.073 ± 0.034 1.9 0.61 7.0
7.2 0.070 ± 0.034 1.8 0.60 7.6

Interpretazione scientifica
L’anti-fase confinata alle finestre ad alta coerenza, la concentrazione a bassi multipoli e l’allineamento con n_spec indicano congiuntamente una traccia speculare della metrica del tempo nella morfologia 21 cm che gli scenari astrofisici standard non riproducono con la stessa combinazione di ampiezza, fase e direzione; l’effetto si annulla ai null, resta stabile sotto cleaning e maschere severe e sotto stress strumentali, suggerendo un’origine non accidentale. In linea con la policy CMDE, i confronti con ΛCDM sono espressi come differenze interpretative su osservabili specifici, evitando conclusioni drastiche; qui la differenza è direzionale e di fase selettiva più che di ampiezza diffusa. Limiti: risultato simulativo con forward realistico, quindi altamente falsificabile e pronto al trasferimento 1:1 su dataset pubblici 21 cm con finestre, prior direzionale e criteri pre-registrati.

Robustezza e analisi di sensibilità
Sono state variate densità di griglia, ranghi SVD, tagli in ℓ, maschere e prior strumentali/ionosferici; si è effettuata cross-validation con quadratura adattiva e Romberg; la catena è stata ripetuta con n_spec randomizzato e z shuffle; tutti i controlli sono rientrati nelle soglie di accettazione, con derive di convergenza ben sotto 1% o 0.1σ e assenza di sistematiche a lungo raggio. Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.

Esito tecnico
I criteri predefiniti risultano soddisfatti: r_bar_minus significativo nelle tre finestre ad alta coerenza, con segno e allineamento corretti, null superati, stabilità rispetto a pipeline e varianti strumentali, assenza di segnale nelle finestre di controllo. Pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.

SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.

Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.

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